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16:07

Open Knowledge, formati aperti e standard

La Legge 4/2004, al Comma 1 dell’Art. 1 (Obiettivi e finalità) recita “La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.”

La Pubblica Amministrazione produce milioni di “documenti digitali”, file di testo, fogli elettronici, basi di dati, file audio e video, presentazioni,… e con diversi scopi, ma in ogni caso ha la necessità che, indipendentemente dallo strumento hardware o software utilizzato, i documenti siano:

  • leggibili da tutti (cittadini, imprese, altre amministrazioni,…);
  • leggibili con qualunque strumento;
  • leggibili nel tempo;
  • conservabili nel tempo (come anche previsto dagli Artt. 43 e 44 del Codice dell’Amministrazione Digitale, capo VIII, Sezione 1, Art. 72).

Per poter garantire la fattibilità di quanto sopra espresso è necessario che i documenti e i formati dei dati rispondano ad alcune caratteristiche tecniche e in particolare che siano aperti.

La Commissione Europea ha definito gli standard aperti nel documento “European Interoperabilty Framework” richiedendo in particolare che abbiano alcune caratteristiche comuni:

  • gli standard essere adottati e manutenuti da un’organizzazione “no-profit”;
  • essi devono essere sviluppati utilizzando processi decisionali aperti e accessibili a tutte le parti interessate e le cui decisioni vengono prese per consenso o a maggioranza;
  • il documento di specifiche degli standard pubblicati deve essere disponibile gratuitamente o a un costo nominale, e deve essere possibile a chiunque copiarlo, riusarlo e distribuirlo liberamente senza costi o a costo nominale;
  • eventuali diritti di copyright, brevetti o marchi registrati sono irrevocabilmente disponibili senza alcun pagamento di licenze e/o diritti;
  • non ci devono essere vincoli sul riuso, alla modifica e all’estensione degli standard.

A queste caratteristiche la Commissione Europea aggiunge alcune raccomandazioni sulle garanzie che devono offrire i serivizi di eGovernment:

  • Accessibilità
  • Multilinguismo
  • Sicurezza
  • Privacy
  • Sussidiarietà
  • Uso di Open Standard
  • Valutare i benefici del software Open Source
  • Uso di soluzioni multilaterali

Per formato dati si intende lo schema con cui le informazioni vengono memorizzate su file, ovvero la modalità con cui i dati vengono rappresentati elettronicamente in modo che i programmi possano elaborarli. Spesso i formati dei file sono indicati tramite la loro estensione, il suffisso con cui termina il nome di un file. Esistono formati specifici per le immagini (per esempio GIF, JPG), per testi elaborati con programmi di video-scrittura (DOC, ODF, RTF) e per testi impaginati pronti alla stampa (PDF, PS).

Mentre per gli addetti ai lavori espressioni come “Il formato specifica la corrispondenza fra la rappresentazione binaria e i dati rappresentati” sono più che chiare, spesso quello che lasciano intendere è che il dato (digitale) e l’informazione siano sostanzialmente la stessa cosa. Al contrario, esattamente come accade per un testo in una lingua antica che per essere compreso deve essere decodificato, anche un documento in un formato digitale deve essere decodificato per poter essere fruito. Questa “decodifica” appunto richiede necessariamente la disponibilità di un meccanismo di decodificazione, senza il quale il dato elaborato con un determinato programma può essere fruito esclusivamente attraverso di esso.

Conoscere le specifiche di un formato, dunque, non è una curiosità tecnologica, ma è l’unico modo per potersi riservare, nel tempo, il diritto di poter fruire dei propri dati.

L’utilizzo di un “linguaggio” (formato) comune garantisce la possibilità di rendere interoperabili sistemi e applicazioni informatiche eterogenee, ed è un prerequisito per poter inviare e ricevere dati.

Pur non esistendo unanime consenso su cosa significhi standard aperto e su come questo debba essere definito, l’importanza di scegliere e adottare uno standard accessibile a tutti i portatori di interesse, siano essi Pubbliche Amministrazioni, cittadini od imprese, è fondamentale. La disponibilità delle specifiche di un determinato formato, e la possibilità di utilizzarlo legalmente per implementarlo, sono elementi necessari per assicurare la fruibilità nel tempo dei dati e l’interoperabilità, ovvero per consentire a sistemi tecnologici informatici di scambiarsi dati al fine di consentire la condivisione delle informazioni in essi rappresentati.

Gli standard aperti devono assicurare che banche dati e servizi informatici pubblici possano dialogare tra loro anche se implementati da produttori o enti diversi. Un vantaggio collaterale di non poco conto, sia che si stiano utilizzando soluzioni open o proprietarie, è che utilizzando formati aperti per memorizzare dati è possibile garantire l’intercambiabilità di tali sistemi, con evidenti benefici economici derivanti dalla possibilità di poter scegliere/cambiare un sistema attualmente in uso.

In questo modo si riduce il rischio di essere obbligati all’utilizzo di una tecnologia o dei servizi di un determinato fornitore poiché il costo di “uscita” da una soluzione non è condizionato da complesse o addirittura incerte operazioni di migrazione dei dati stessi, fermo restando l’onere comunque associato al supporto necessario per la migrazione e i costi interni quali ad esempio il tempo necessario per formare il personale all’utilizzo delle nuove tecnologie, il ridisegno dei processi e i costi di gestione.

In ultima analisi i formati open consentono di ridurre i rischi legati all’inevitabile obsolescenza tecnologica a cui in particolare il settore ICT è particolarmente soggetto.

In sintesi l’adozione dei formati dei dati e di standard aperti garantisce:

  • la disponibilità in termini di lettura e riscrittura dei documenti della Pubblica Amministrazione;
  • la massima interoperabilità tra i sistemi;
  • la libertà di scegliere la piattaforma, il sistema operativo e il produttore.

Dal momento che un obiettivo dei formati aperti è quello di garantire accesso a lungo termine ai dati senza barriere legali o tecniche, le Pubbliche Amministrazioni non possono che essere sempre più consapevoli della necessità di adottare i formati aperti come questioni che riguardano le politiche pubbliche.

La PA deve inoltre garantirsi e garantire ai propri utenti (cittadini, imprese, altre amministrazioni) la libera scelta e la possibilità di cambiare fornitore, creando una libera e aperta concorrenza tra i fornitori stessi.


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