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June 21 2013

10:50

Pensatech: Cinema senza più pellicola. Arriva il digitale

14 giu. – Il 65,5% delle sale cinema italiane è già passato al digitale, molte altre sono in procinto di farlo per evitare l’aumento dei costi di distribuzione della pellicola a partire dal gennaio 2014, quando lo swich off della celluloide dovrebbe essere completato.

Le storiche “pizze“, le pellicole cinematografiche stanno davvero scomparendo, sostituita dal nuovo sistema di distribuzione e proiezione attraverso il supporto digitale. L’immagine migliora, si evitano i problemi di deterioramento della pellicola nel corso del tempo, si trasportano e duplicano le copie dei filma prezzi inferiori. Il costo del passaggio però richiede uno sforzo economico importante, 60mila euro secondo i dati del Sole24ore.

La regione Emilia Romagna ha contribuito con due bandi del valore complessivo di 4 milioni di euro. Le multisala sono ora quasi tutte digitalizzate, mentre rischiano di restare indietro le piccole sale, gli oratori o i circoli che potrebbero optare per dei piùà economici proiettori bluray. Ce ne parla Foschini, amministratore delegato delCreec, il consorzio regionale emiliano esercenti cinema.

Dal digitale nascono anche nuove opportunità. Tra queste la possibilità di proiettare al cinema in diretta ciò che succede a teatro, per esempio L’opera. E’ ciò che faMicrocinema. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato Roberto Bassano.

Riascolta tutta la trasmissione:

January 10 2011

08:47

La Digital P.A.

Riceviamo un contributo di Marco Massarotto che sta elaborando la sua ultima opera editoriale, nella quale ha riservato un capitolo sulla PA.

La Pubblica Amministrazione è l‘insieme di figure che svolgono in qualche modo la funzione amministrativa nell’interesse della collettività e quindi nell’interesse pubblico.
La P.A. ha sempre comunicato a due vie, e, in qualche modo, è sempre stata interattiva. Purtroppo, si è anche dimostrata molto “analogica”: moduli, macchine da scrivere, fax, archivi, casellari, copie carbone, timbri. L’immaginario e l’immagine della Pubblica Amministrazione italiana è fantozziano, burocratico, cartaceo.

Gestire i flussi di comunicazione tra qualche decina di migliaia di dipendenti e 60 milioni di cittadini con una dotazione di strumenti anacronistici e analogici, è un compito improbo.
L’opportunità della digitalizzazione oggi rappresenta anche il problema della nostra P.A., schiacciata dalla sua stessa inerzia analogica. Eppure l’enorme sforzo di convertirla alle tecnologie e a uno stile di gestione digitale la Pubblica Amministrazione italiana avrebbe conseguenze positive altrettanto enormi.
Proviamo a capire come i flussi della P.A. possono beneficiare dell’interfaccia digitale e ad analizzare poi le opportunità per alcuni settori specifici.
La pubblica amministrazione ha nei confronti dei cittadini i seguenti flussi:

  • è fonte di informazione, notizie, novità, aggiornamenti
  • è destinataria di denaro, dichiarazioni, denunce
  • è emittente di ricevute, attestati, certificazioni
  • è gestore di processi decisionali collettivi, elezioni, consultazioni
  • è archiviatrice di documenti, atti, informazioni

Questi processi non hanno modo di essere implementati, possono essere fatti analogicamente o digitalmente. Se la leggiamo oggi, a freddo, la scelta digitale per: informare, pagare, certificare, consultare e archiviare appare scontata, ma siccome la P.A. non nasce oggi, tutte queste scelte sono state fatte e implementate nei decenni in chiave analogica.
Le sfide che si presentano oggi alla P.A. per meglio digitalizzarsi sono:

  • strutturare flussi informativi digitali e mobile
  • implementare sistemi di riscossione (pagamento) web based
  • digitalizzare i propri archivi (!)
  • sperimentare forme di certificazione/consultazione collettiva

Si tratta di compiti gravosi, ma fondamentali (i primi tre) e uno assolutamente “aperto” (il quarto), in quanto i processi decisionali su piattaforma digitale presentano, a differenza dei primi tre punti, problematiche ancora non risolte. Per raggiungere l’obiettivo di una P.A. digitale, però, è necessaria la “complicità” dei cittadini che ne devono vedere l’utilità, i vantaggi e l’applicazione pratica in modo semplice. Strumentali a atal fine sono dunque questi ulteriori obiettivi:

  • Avviare una politica di Open data
  • Evangelizzazione digitale del paese
  • Redesign di leggi e regolamenti riguardanti la P.A.

Se queste sono linee guida strategiche genericamente valide per enti pubblici e amministrativi, è chiaro che ogni tipologia avrà problematiche e opportunità specifiche da affrontare nella loro sede.

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