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November 07 2010

16:07

Open Knowledge, formati aperti e standard

La Legge 4/2004, al Comma 1 dell’Art. 1 (Obiettivi e finalità) recita “La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.”

La Pubblica Amministrazione produce milioni di “documenti digitali”, file di testo, fogli elettronici, basi di dati, file audio e video, presentazioni,… e con diversi scopi, ma in ogni caso ha la necessità che, indipendentemente dallo strumento hardware o software utilizzato, i documenti siano:

  • leggibili da tutti (cittadini, imprese, altre amministrazioni,…);
  • leggibili con qualunque strumento;
  • leggibili nel tempo;
  • conservabili nel tempo (come anche previsto dagli Artt. 43 e 44 del Codice dell’Amministrazione Digitale, capo VIII, Sezione 1, Art. 72).

Per poter garantire la fattibilità di quanto sopra espresso è necessario che i documenti e i formati dei dati rispondano ad alcune caratteristiche tecniche e in particolare che siano aperti.

La Commissione Europea ha definito gli standard aperti nel documento “European Interoperabilty Framework” richiedendo in particolare che abbiano alcune caratteristiche comuni:

  • gli standard essere adottati e manutenuti da un’organizzazione “no-profit”;
  • essi devono essere sviluppati utilizzando processi decisionali aperti e accessibili a tutte le parti interessate e le cui decisioni vengono prese per consenso o a maggioranza;
  • il documento di specifiche degli standard pubblicati deve essere disponibile gratuitamente o a un costo nominale, e deve essere possibile a chiunque copiarlo, riusarlo e distribuirlo liberamente senza costi o a costo nominale;
  • eventuali diritti di copyright, brevetti o marchi registrati sono irrevocabilmente disponibili senza alcun pagamento di licenze e/o diritti;
  • non ci devono essere vincoli sul riuso, alla modifica e all’estensione degli standard.

A queste caratteristiche la Commissione Europea aggiunge alcune raccomandazioni sulle garanzie che devono offrire i serivizi di eGovernment:

  • Accessibilità
  • Multilinguismo
  • Sicurezza
  • Privacy
  • Sussidiarietà
  • Uso di Open Standard
  • Valutare i benefici del software Open Source
  • Uso di soluzioni multilaterali

Per formato dati si intende lo schema con cui le informazioni vengono memorizzate su file, ovvero la modalità con cui i dati vengono rappresentati elettronicamente in modo che i programmi possano elaborarli. Spesso i formati dei file sono indicati tramite la loro estensione, il suffisso con cui termina il nome di un file. Esistono formati specifici per le immagini (per esempio GIF, JPG), per testi elaborati con programmi di video-scrittura (DOC, ODF, RTF) e per testi impaginati pronti alla stampa (PDF, PS).

Mentre per gli addetti ai lavori espressioni come “Il formato specifica la corrispondenza fra la rappresentazione binaria e i dati rappresentati” sono più che chiare, spesso quello che lasciano intendere è che il dato (digitale) e l’informazione siano sostanzialmente la stessa cosa. Al contrario, esattamente come accade per un testo in una lingua antica che per essere compreso deve essere decodificato, anche un documento in un formato digitale deve essere decodificato per poter essere fruito. Questa “decodifica” appunto richiede necessariamente la disponibilità di un meccanismo di decodificazione, senza il quale il dato elaborato con un determinato programma può essere fruito esclusivamente attraverso di esso.

Conoscere le specifiche di un formato, dunque, non è una curiosità tecnologica, ma è l’unico modo per potersi riservare, nel tempo, il diritto di poter fruire dei propri dati.

L’utilizzo di un “linguaggio” (formato) comune garantisce la possibilità di rendere interoperabili sistemi e applicazioni informatiche eterogenee, ed è un prerequisito per poter inviare e ricevere dati.

Pur non esistendo unanime consenso su cosa significhi standard aperto e su come questo debba essere definito, l’importanza di scegliere e adottare uno standard accessibile a tutti i portatori di interesse, siano essi Pubbliche Amministrazioni, cittadini od imprese, è fondamentale. La disponibilità delle specifiche di un determinato formato, e la possibilità di utilizzarlo legalmente per implementarlo, sono elementi necessari per assicurare la fruibilità nel tempo dei dati e l’interoperabilità, ovvero per consentire a sistemi tecnologici informatici di scambiarsi dati al fine di consentire la condivisione delle informazioni in essi rappresentati.

Gli standard aperti devono assicurare che banche dati e servizi informatici pubblici possano dialogare tra loro anche se implementati da produttori o enti diversi. Un vantaggio collaterale di non poco conto, sia che si stiano utilizzando soluzioni open o proprietarie, è che utilizzando formati aperti per memorizzare dati è possibile garantire l’intercambiabilità di tali sistemi, con evidenti benefici economici derivanti dalla possibilità di poter scegliere/cambiare un sistema attualmente in uso.

In questo modo si riduce il rischio di essere obbligati all’utilizzo di una tecnologia o dei servizi di un determinato fornitore poiché il costo di “uscita” da una soluzione non è condizionato da complesse o addirittura incerte operazioni di migrazione dei dati stessi, fermo restando l’onere comunque associato al supporto necessario per la migrazione e i costi interni quali ad esempio il tempo necessario per formare il personale all’utilizzo delle nuove tecnologie, il ridisegno dei processi e i costi di gestione.

In ultima analisi i formati open consentono di ridurre i rischi legati all’inevitabile obsolescenza tecnologica a cui in particolare il settore ICT è particolarmente soggetto.

In sintesi l’adozione dei formati dei dati e di standard aperti garantisce:

  • la disponibilità in termini di lettura e riscrittura dei documenti della Pubblica Amministrazione;
  • la massima interoperabilità tra i sistemi;
  • la libertà di scegliere la piattaforma, il sistema operativo e il produttore.

Dal momento che un obiettivo dei formati aperti è quello di garantire accesso a lungo termine ai dati senza barriere legali o tecniche, le Pubbliche Amministrazioni non possono che essere sempre più consapevoli della necessità di adottare i formati aperti come questioni che riguardano le politiche pubbliche.

La PA deve inoltre garantirsi e garantire ai propri utenti (cittadini, imprese, altre amministrazioni) la libera scelta e la possibilità di cambiare fornitore, creando una libera e aperta concorrenza tra i fornitori stessi.


September 21 2010

12:47

How to create a wordpress magazine theme using Twenty Ten – Part 1

This is part one of a short series outlining how to tweak a wordpress template to get some magazine style functionality.

I’m in the process of updating installations of wordpress for our students to use. In one sense it’s a stop gap measure as we are in the process of commissioning a more “industrial strength” system for them. But even with a new system in place I think we will still leave some courses the option of going the wordpress route. The magazine students for example, love the flexibility (and low level of tech) that design templates offer. It doesn’t seem to have done them any harm in terms of nominations.

When it comes to design, finding a wordpress template you like is half the battle, there are thousands out there. As more people use wordpress to get publications online, magazine style templates have become a popular search and a big growth area for premium template developers.

It’s tempting to pay for a template you like – nothing wrong with that. But it’s not as complicated as you think to get something up and running, out of the box, with very little tinkering. Especially if you build on existing templates. So I thought it would be useful to look at how easy it would be modify the standard Twentyten theme in to something with some magazine functionality.

Hacking around like this is how I learnt a lot of stuff about wordpress and it’s also a way to get your feet wet with a programming language. In this case PHP

To play along with this you’ll need:

  • Your own installation of the latest version of the wordpress.org software (as I write this it’s 3.0.1). Sorry wordpress.com won’t do.If you have webspace and your thinking of adding wordpress you could do worse than check out the wordpress codex entry on installing wordpress. Some hosts will offer automated installation of wordpress – very useful.
  • A text editor. Even word will do.

That’s it.

The design

The adapted Twenty Ten Theme

This is a screenshot of what we are going to end up with. It has a front page that has a featured post at the top and sections underneath for each category. You’ll also notice that I’ve tinkered around with the header to remove the big image. OK, it’s not going to win any design awards but this is more about exploring the concepts.

Normally you’d plan this kind of thing on paper first. You’d also work on the code in a development environment. An installation of WordPress that only runs on your machine, not the web.

If you’re feeling really brave you can set one up. Here are few resources

I’m going to assume that we dive straight in and edit the template live! I know, bad, bad, bad. All I’m going to say is do so at your own risk.

A word on programming and PHP

WordPress is written in a programming language called PHP.  This isn’t a programming tutorial (I’m not going to explain the basics of programming), but there are a couple of important things to know.

Spotting PHP

You may already be familiar with HTML. You can spot it in the raw code for a webpage because it is contained in pointy – brackets.

[html]

Anything here will appear as a heading two

[/html]

In a similar way, you can spot PHP in the raw code for a webpage because it is always between  <?php …. ?>. Here’s an example:

[php]

[/php]

But if you look at the source for this webpage in your browser you will only see HTML. Why don’t we see the PHP?

PHP is a server side language. That means the webserver looks at the page and processes any PHP it finds before it sends you the page. When we use PHP as part of wordpress themes we are using it to generate HTML.

Functions

When programmers write code they will always look for ways to avoid repetitive jobs. Rather than write the same code every time, they write a function. This is a set of instructions that can be called when needed.  The example of PHP above is a function:

[php]

[/php]

Whenever we want to show the title of post we call the function the_title() and the server runs the code needed to get all the right information. The semi-colon is also important. Here’s another example:

[php]

[/php]

This time it’s a function to show a thumbnail for a post. But there is also some content in the brackets. This is a parameter or extra information that the function might need. When the server runs the function to get the post thumbnail it tells the function it wants the thumbnail sized thumbnail. I know, sounds like repetition. We could also say:

[php]

[/php]

That says ‘get the thumbnail but make it medium sized’. In case you were interested, the thumbnail and medium sizes are defined in the media settings of your blog. But more on that later.

There are hundreds of these functions in wordpress. Some are specific to templates, like the examples above, but others do the heavy lifting of making the blog work. We’ll be scratching the surface of the template functions here but I thought it was worth a little intro.

So we are going to be looking at a little PHP to call some functions to help us modify the TwentyTen template. Hopefully, now, that might statement might make a bit more sense.

How wordpress themes work.

You can get a really good overview of the way themes work from the wordpress codex and plenty of other websites around. A google search for wordpress theme tutorials should give you plenty of options. But let’s break it down in to a few simple ideas.

A wordpress theme is split in to parts:

  • the content you want in a structured form
  • instructions on the way you want it to look.

This information is held in a number of different files.  These are stored in a folder, one for each theme, in the WP_content/themes folder of your wordpress installation. The more complex the theme, the more files there tend to be.

In a basic theme, for example, you will have a file called single.php. That’s the content and structure part. This is a mixture of HTML and PHP. But the way it looks, the colour and style of text, position on the page etc is controlled by a file called style.css. This is a cascading style sheet file.

The Twentyten theme we are going to edit, has 18 content and structure files and four style sheet files. We wont be using all of these for this tutorial. We are only interested in two.

  • Main Index Template (index.php)
  • Stylesheet (style.css)

Accessing template files

There are several ways we can get at these files:

Any of those will do. But I’m going to work through on the assumption you are using the built in editor.

First thing to do is check you have the TwentyTen theme activated by going to Appearance >Themes. It should show Twenty Ten as the current theme. Then click through to the editor panel (Appearance > Editor).

The Theme editor

You’ll see a list of the 18 template files down the right-hand side and an editor window. By default this displays the Visual Editor Stylesheet (editor-style.css). All  you need to do is find and click Main Index Template or Stylesheet on the right to load up the files we will be working with.

Permission to edit.

When you look at the bottom of the editor window you may see a warning: – You need to make this file writeable before you can save your changes

You need to set the permissions on the theme folder!

This could be the biggest stumbling block of the process. But if you are serious about having a go at theme development, even tweaking like this, it’s worth getting your head round.

To remove the error message you need to set the permissions for the Twenty Ten folder to be 666.

Does that make no sense? You could try:

If you set the permissions correctly, the message should be replaced by a big Update File button.

You're ready to start editing!

Some final preparation

From this point I’m going to assume that you have a working installation of wordpress up and running. But before we experiment with the theme we need to have some content to work with. So if your blog doesn’t have posts yet you need to add a few posts to work with. You could do this manually using the lipsum.com, a lorem-ipsum generator and some liberal cut and paste for content. There are also a number of random content generator plugins available. For this exercise I used demo data creator.

We will also need to create some categories and assign the posts across the categories. I’ve used the following for this demo:

  • News
  • Sport
  • Featured Story

Once you have done that we are ready for Part 2 tomorrow, where we will start to edit the front page to get that magazine look.

As always, feedback and suggestions always welcome

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